CHIEDILO ALL'ESPERTO

 

Prof.ssa Mary Beard Professoressa all’Università di Cambridge

 

Domanda n. 1

Domanda n. 2

Domanda n. 3

 

Giugno 2005
LE RELIGIONI DI ROMA

(1)
Com’era visto il pantheon degli dei dalle persone? Spiriti che combattevano in cielo, che possedevano il corpo della gente, che davano superpoteri agli individui, ecc.?

Questa è probabilmente la domanda più difficile da affrontare quando cerchiamo di capire le antiche religioni politeiste, specialmente quelle che contemplavano delle forze naturali spiccatamente antropomorfe. Come erano concepiti dei e dee dagli uomini? Prenderli sul serio (in parte anche a causa dell’influenza della Cristianità) si è dimostrato molto difficile. Da un lato abbiamo in mente l’immagine di divinità “delle favole”, che hanno atteggiamenti soprannaturali ma ancora, in maniera spesso indecorosa, riconoscibilmente umani. Era questa l’immagine che gli antichi scrittori cristiani si divertivano ad attaccare (come potevano le persone credere in dei che si comportavano COSI’...?) Dall’altro lato abbiamo provato a salvare la teologia romana vedendo gli dei e le dee di cui ci è stato raccontato come un tardo deterioramento della religione italica tradizionale, e aggiungendo una serie di potenze divine un po’ più eteree e non antropomorfe che erano state in qualche modo ricavate dai nuovi venuti (un punto di vista associato, fra gli altri, al lavoro di H. J. Rose e dello studioso olandese Wagenwoort). Questo offre una visione della religione romana che si adatta meglio alla nostra idea di come dovrebbe essere un dio, ma non c’è pressoché alcuna prova di ciò.

La mia visione sperimentale è la seguente. Primo, mi sembra molto importante riconoscere che a Roma vi fossero le più svariate idee di divinità (proprio come vi sono diverse idee nel Cristianesimo). Alcune persone senza dubbio avranno dato per scontata l’esistenza di Giovi, Giani e Veneri antropomorfi che scendevano a grandi passi dal Monte Olimpo. Qualcuno avrà visto queste figure come metafore o simboli per diverse forme di potenze superumane. Altre persone avranno trovato l’esistenza del divino (sotto i titoli tradizionali o meno) nelle cime delle montagne, nelle primavere o nelle cascate della loro terra. Altri ancora, mentre sentivano dentro di sé un concetto intellettuale della potenza divina, avranno guardato gli dei tradizionali come dei buoni “delegati” per tale scopo... e così via. Secondo, dobbiamo ricordare che i sistemi politeistici sono molto complessi, che rappresentano una visione dinamica, mobile e “relazionale” della natura divina. Noi siamo stati sviati dal monoteismo a vedere il politeismo come un “gioco per bambini”. Al contrario un politeista vedrebbe nelle diverse versioni del potere divino che il loro sistema costringe i suoi aderenti a confrontarsi con qualcosa che in verità è molto più sfaccettato dell’alternativa monoteista.