CHIEDILO ALL'ESPERTO

 

 

Prof. Giovanni Brizzi
Professore Ordinario di Storia Romana alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Bologna. Insignito delle Palme Accademiche francesi e di un premio dell'Accademia dei Lincei.

 

Domanda n. 1

Domanda n. 2

Domanda n. 3

 

GENNAIO 2004
CONFRONTO TRA LE TECNICHE MILITARI ROMANE DEL PERIODO PUNICO (PRE E POST-SCIPIONE) E QUELLE DELLA TARDA REPUBBLICA (GUERRA GIUGURTINA, CONTRO I GERMANI, GUERRA SERVILE, GUERRA SOCIALE, GUERRA MITRIDATICA, GUERRE CIVILI)

(1)
Come e perchè ci si è accorti degli effetti disastrosi di
modificare il comando passandolo da un Console all'altro di giorno
in giorno, durante le campagne di guerra? I Romani hanno imparato
dalle cocenti sconfitte della II guerra Punica, o c'è stato qualcuno
che ha fatto il cambiamento necessario ponendo il potere nelle mani
di un solo generale per tutte le operazioni belliche di una data
campagna?
di Livia Iulia Drusilla

Per quanto concerne la seconda domanda, vorrei ricordare che
l'alternanza nel comando (o, comunque, l'intercessio di un console
nei confronti dell'altro, la sua facoltà di bloccare le decisioni del
collega) era una garanzia politica di tipo 'costituzionale'; e, ad un
tempo, era una possibilità reale solo quando il fronte era prossimo a
Roma o era ristretto. O, anche, quando era difficile; quando cioè,
durante campagne particolarmente impegnative, le due armate consolari
si riunivano per affrontare il nemico: fu questo, secondo le fonti,
il caso di Canne. Certo, la guerra annibalica costrinse Roma a
rivedere una serie di criteri: si cominciò, per esempio, ad ignorare,
nel conferire i comandi, fattori come il rango o il prestigio
sociale, privilegiando l'abilità, e si prorogarono i comandi per più
anni di seguito agli uomini migliori. Invalse, naturalmente, anche la
prassi di affidare quasi sistematicamente il comando ad un uomo solo;
ma questo si spiega con la necessità di moltiplicare i fronti,
lasciando un'armata a sorvegliare Annibale senza mai dargli
battaglia, e impegnandosi sistematicamente, invece, là dove il
Cartaginese non era e non avrebbe mai potuto giungere. Non
dimentichiamo che, nella seconda parte della guerra Roma tenne quasi
costantemente sotto le armi tra 25 e 29 legioni; se avesse anche
dovuto raddoppiare i comandi...