|
|
Maggio
2005
POMPEI: LA SUA STORIA E COSA CI HA INSEGNATO SULL'ANTICA ROMA
(1)
Abbiamo studiato Pompei per imparare di più su Roma, ma sotto quali aspetti
Pompei era unicamente Pompei? Penso che troppe persone vedano Pompei come una
sorta di periferia di Roma, ma non lo era. Era una città distinta, con i propri
magistrati e classe dirigente. Quindi, in cosa differivano Pompei e Roma?
Ogni città è sé stessa: Pompei è Pompei e
Roma è Roma, nella stessa maniera in cui anche
oggi Milano è Milano e Venezia è Venezia. Milano
e Venezia, tuttavia, sono evidentemente entrambe
Italia ed italiane.
Pompei è quindi Roma e romana. In entrambe le città ci si veste alla medesima maniera, si parla la stessa lingua, si mangiano le stesse cose, si studiano allo stesso modo i medesimi argomenti, si commercia, si amministra nella stessa maniera e così via. Nessuna differenza di fondo, quindi, fra i romani ed i pompeiani.
Ciò premesso, chi potesse recarsi oggi nelle antiche Roma e Pompei, saprebbe subito distinguere in quale delle due città si trovi, dalla lettura locale di una medesima cultura romana. I volti, la cadenza del linguaggio, il modo di porsi e di pensare portavano in sé le proprie peculiarità, perché alle spalle di una medesima comune cultura romana, c’erano le tracce delle culture che a Pompei hanno precedute quella romana, impostasi dall’esterno, soprattutto di quella osco-sannitica. I graffiti che compaiono sui muri di Pompei recano, per esempio, lemmi osco-romani e tracce di una pronuncia diversa da quella consueta romana, quando la parola AVE si trova talvolta scritta HAVE, il ché prova che la parola romana veniva pronunziata con una aspirazione iniziale. E quando si guarda il ritratto del banchiere pompeiano Cecilio Giocondo, non si può dubitare che si tratti di una opera di stile … romano, ma purtuttavia il ritratto di un meridionale campano, quanti se ne incontrano ancora nei vicoli di Napoli.
Pompei
non era quindi una sorta di periferia romana,
ma certamente non poteva essere considerata
distinta da ogni altra città contemporanea, al punto da essere considerata diversa. Come era nella tradizione romana, ai popoli soggiogati – e quindi anche ai pompeiani – si richiedeva soltanto di riconoscere la supremazia romana, di obbedire alle leggi di Roma, di pagare le tasse governative, mentre si lasciava ai singoli Municipia di amministrarsi a proprio piacimento con delle magistrature elettive ed elette proprie, che si rifacevano però più o meno a quelle efficienti dei romani. Qualcosa di affine alla democrazia parlamentare di tradizione occidentale che si estende oggi sempre più alle popolazioni non occidentali.
Concludendo,
Roma e Pompei differivano fra loro più nei dettagli locali e localistici, che nelle linee generali.
|