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FEBBRAIO
2003
LA
SCHIAVITU' A ROMA
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In quale misura la schiavitù è stata
determinante per la buona economia
romana? Si può considerare la schiavitù
addirittura il propulsore del sistema
economico di allora?
Tutte
le più fiorenti economie dellantichità
si basavano in misura maggiore o minore sul lavoro
degli schiavi. Ma nessuna società antica
portò lo sfruttamento degli schiavi al
livello di efficienza raggiunto dai Romani. Lo
dimostra soprattutto la nuova organizzazione del
lavoro schiavile diffusa a partire dal II secolo
a.C. (lepoca delle grandi conquiste mediterranee)
nelle medie e grandi aziende agricole dellItalia
centro-meridionale, le cosiddette villae. Queste
unità produttive erano presenti principalmente
in Etruria, nel Lazio e in Campania, in luoghi
non lontani dai centri portuali o comunque facilmente
collegabili a essi tramite strade o vie fluviali.
Fortemente orientate verso i mercati mediterranei,
queste ville producevano soprattutto olio e vino;
la loro manodopera era costituita da schiavi irregimentati,
sottoposti a una dura costrizione, finalizzata
a obiettivi di efficienza e di produttività.
La specializzazione del lavoro e i criteri generali
della conduzione assicuravano una notevole standardizzazione
dei prodotti. Assistiamo dunque alla nascita di
un nuovo tipo di schiavitù: in precedenza,
sia in Grecia sia nella stessa Roma, gli schiavi
rurali erano impiegati grosso modo come dei braccianti.
Ora essi venivano invece inquadrati in strutture
finalizzate alla massima produttività:
gli schiavi, incatenati e sottoposti a un continuo
controllo, lavoravano con ritmi precisi sotto
una direzione ferrea. Tutta la loro esistenza
era finalizzata al lavoro: al tramonto non si
ritrovavano in famiglia o in dimore di tipo domestico,
ma in una prigione, l«ergastolo»,
da dove venivano prelevati allalba per un
nuovo giorno di fatica. La crescita del sistema
della villa, attestata dalle fonti letterarie,
dallarcheologia rurale e dallo studio dei
contenitori ceramici (soprattutto anfore vinarie
e olearie) si verificò in modo prorompente
tra il II e il I secolo a.C.: questo periodo può
essere considerato come la fase di maggiore crescita
delleconomia romana. Questa vicenda mostra
come un determinato tipo di schiavitù potesse
determinare unintensa crescita economica.
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