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FEBBRAIO
2003
LA
SCHIAVITU' A ROMA
(5)
A quali compiti venivano adibiti gli schiavi dei
Romani?
Il
destino degli uomini ridotti in schiavitù
era molto vario. Cerano schiavi preziosi,
che valevano quanto una casa o un podere: erano
solitamente individui colti, catturati nel corso
delle campagne dOriente, che sapevano insegnare
le lettere greche ai figli dei ricchi romani,
oppure erano artisti di valore. Costoro erano
trattati con grande cura e sintegravano
facilmente nella famiglia dei padroni. Una posizione
privilegiata avevano in genere tutti quegli schiavi
che sapevano svolgere un lavoro privilegiato:
artigiani, agronomi, medici, veterinari, ecc.
Tra gli schiavi delle grandi dimore urbane si
trovava personale specializzato, per esempio cuochi
o addetti a funzioni amministrative (segretari,
scribi, contabili, cassieri) che si occupavano
delle finanze del loro padrone. Pur non essendo
liberi, individui come questi avevano un ruolo
sociale superiore a quello di molti liberi di
condizione povera. La loro importanza sociale,
infatti, era direttamente proporzionale a quella
del loro padrone. Ma le case dei ricchi erano
anche affollate da un notevole numero di schiavi
semplici, addetti ai servizi più umili.
Nelle città, gli schiavi erano ampiamente
utilizzati anche nelle attività artigianali
e commerciali.
Abbiamo già detto degli schiavi impiegati
nelle villae rurali (vd. sopra). Ma gli schiavi
erano anche ampiamente utilizzati nella pastorizia.
Lallevamento si svolgeva soprattutto negli
spazi aperti: greggi e mandrie si spostavano a
volte di decine o centinaia di chilometri, a seconda
delle stagioni, alla ricerca di pascoli e climi
favorevoli. Questi animali erano spesso affidati
a schiavi: si trattava di individui pericolosi,
perché si spostavano con pochi controlli
ed erano armati per difendere gli animali dai
banditi e dai predatori, di cui allora la nostra
penisola abbondava (lupi, orsi, ecc.).
Il gradino più basso della condizione schiavile
era rappresentato dagli individui che venivano
inviati ai lavori forzati nelle miniere. Sottoposti
a un impegno durissimo, con ritmi estenuanti,
in condizioni malsane e pericolose (i crolli nelle
miniere antiche erano frequentissimi), nelle miniere
gli schiavi venivano consumati come il combustibile
in una caldaia: in questi luoghi si rappresentava
lo spettacolo più macabro e disumano del
mondo antico.
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