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MAGGIO
2004
L'EPIGRAFIA
ROMANA
(1)
Che cos'è il CIL e com'è strutturato?
Quali sono gli altri mezzi simili a disposizione
degli epigrafisti?
di
Flavia Iulia Pulchra
Il CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum) è
la più importante raccolta di iscrizioni
in lingua latina e uno strumento di lavoro importantissimo
per tutti gli studiosi di storia romana. Fu ideato
da Theodor Mommsen (premio Nobel per la letteratura
nel 1902) a metà del XIX secolo dopo decenni
di progettazione e di tentativi, e fu pubblicato
grazie all'impegno dell'Accademia di Berlino (Corpus
Inscriptionum latinarum consilio et auctoritate
Academiae litterarum regiae Borussicae editum,
Berolini 1863). E' composto di numerosi volumi
(e ciascuno in più fascicoli e tomi), è
redatto in lingua latina: per sua natura è
ancora incompleto anche se largamente aggiornato;
a tutt'oggi si contano 18 volumi organizzati secondo
vari criteri: su base cronologica (vol. I, contenente
le iscrizioni repubblicane anteriori alla morte
di Cesare, 44 a.C.); su base geografica (voll.
II-XIV, strutturati per province, regioni italiche,
città); su base tipologica (vol. XV, strumenti
domestici, vol. XVI, diplomi militari, vol. XVII,
milliari, vol. XVIII, carmi epigrafici).
VOL.
I2 Inscriptiones Latinae antiquissimae ad C.
Caesaris mortem
VOL II Inscriptiones Hispaniae Latinae
VOL. II2 Inscriptiones Hispaniae Latinae
VOL. III Inscriptiones Asiae, provinciarum Europae
Graecarum, Illyrici
Latinae
VOL. IV Inscriptiones parietariae Pompeianae
Herculanenses Stabianae
VOL. V Inscriptiones Galliae Cisalpinae Latinae
VOL. VI Inscriptiones urbis Romae Latinae
VOL. VII Inscriptiones Britanniae Latinae
VOL. VIII Inscriptiones Africae Latinae
VOL. IX Inscriptiones Calabriae, Apuliae, Samnii,
Sabinorum, Piceni
Latinae
VOL. X Inscriptiones Bruttiorum, Lucaniae, Campaniae,
Siciliae,
Sardiniae Latinae
VOL. XI Inscriptiones Aemiliae, Etruriae, Umbriae
Latinae
VOL. XII Inscriptiones Galliae Narbonensis Latinae
VOL. XIII Inscriptiones Inscriptiones trium
Galliarum et Germaniarum
Latinae
VOL. XIV Inscriptiones Latii veteris latinae
VOL. XV Inscriptiones urbis Romae Latinae. Instrumentum
domesticum
VOL. XVI Diplomata militaria
VOL. XVII Miliaria imperii Romani
VOL. XVIII Carmina Latina epigraphica
All'interno dei volumi, ogni iscrizione è
identificata con un numero (es. CIL, V 5768 =
volume V relativo alla Gallia Cisalpina, iscrizione
nr. 5768, che nello specifico corrisponde ad un'epigrafe
sacra in onore di Ercole proveniente da Milano)
ed è brevemente descritta (classe e forma
dell'oggetto, stato di conservazione del testo,
località di ritrovamento e/o di conservazione);
segue la trascrizione del testo impaginato come
nell'originale (in carattere tipografico MAIUSCOLO
TONDO con eventuali integrazioni delle lacune
in corpo minuscolo corsivo, mentre in MAIUSCOLO
CORSIVO appaiono le lettere e le righe che,
già note da precedenti trascrizioni, sono
poi andate perdute; una serie di sbarrette ////
indica che la superficie del testo è danneggiata);
dopo il testo si trova la bibliografia e l'apparato
critico (cioè tutti gli studi relativi
al documento, in ordine cronologico, le varianti
di lettura elencate riga per riga, lo scioglimento
delle abbreviature). Ogni tomo dispone di un indice,
diviso in capitoli (nomina e cognomina ma anche
divinità, imperatori, consoli, magistrati,
militari, località, collegi e corporazioni,
attività, ecc.), strumento fondamentale
per il reperimento delle iscrizioni.
A partire dalla seconda metà del XIX secolo
compaiono via via altre sillogi di iscrizioni
che raccolgono selezioni di testi, fra le quali
ricordiamo: F. Bucheler, Carmina latina Epigraphica
(abbreviato CLE, Leipzig 1895), H. Dessau, Inscriptiones
Latinae Selectae (ILS, Berlino 1892-1916),
le Inscriptiones Italiae (Roma 1931, incompleto),
E. Diehl, Inscriptiones Latinae Christianae
Veteres (ILCV, Berlino, Dublino, Zürigo
1925-1931), A. Degrassi, Inscriptiones Latinae
Liberae Rei Publicae (ILLRP, Firenze 1963
e 1965), le Inscriptiones christianae urbis
Romae septimo saeculo antiquiores, n.s. (ICVR,
Roma 1922 -), le Inscriptiones christianae
Italiae (ICI, Bari 1985 -), i Supplementa
Italica, ns. (Roma 1981 -).
Oggi si dispone di tecniche di lettura e di interpretazione
dei testi più sofisticate di quelle impiegate
da Mommsen e dai suoi collaboratori: nelle edizioni
critiche si trovano una descrizione molto più
ampia del reperto iscritto (la classe e il tipo
di manufatto secondo un preciso sistema di classificazione,
la materia, lo stato di conservazione, l'apparato
figurativo, le misure del manufatto e delle lettere),
il luogo di ritrovamento, la storia del reperto
(dunque gli spostamenti successivi alla scoperta),
il luogo di conservazione, la bibliografia; non
manca mai una fotografia chiara e dettagliata,
che consente di avere subito un'idea precisa del
documento e dello sviluppo del testo; concludono
la scheda epigrafica un commento storico-antiquario
e la datazione del reperto.
Dal momento che il patrimonio epigrafico è
in continua crescita grazie ai nuovi ritrovamenti,
è necessario aggiornare sistematicamente
il CIL: esistono quindi moltissime raccolte regionali,
riviste, rassegne, supplementi che vanno ad integrare
i singoli volumi del Corpus. L'aggiornamento costante
delle edizioni epigrafiche è il fine specifico
del periodico "L'Année épigraphique"
(AE o AEp) che si pubblica a Parigi dal 1888;
specificamente dedicate alla pubblicazione di
documenti epigrafici (inediti, ma anche riedizioni
e commenti) sono le seguenti riviste: "Epigraphica",
edita dal 1939, "Zeitschrft für Papyrologie
und Epigraphik" (ZPE) dal 1967 a Colonia,
"Chiron" dal 1971 a München. In
rete esistono siti che contengono archivi di testi
e di immagini nonché numerosi siti informativi
su singoli progetti epigrafici: tra i più
importanti ricordiamo l'Epigraphische Datenbank
Heidelberg diretto da G.Alföldy e la
grande banca dati della J.W. Goethe- Universität
di Francoforte, entrambi di non facile intelleggibilità
per i non specialisti; più abbordabile
è il sito Le iscrizioni latine come
fonte per la ricostruzione storica, curato
da A. Cristofori; P. Donati Giacomini ha recentemente
pubblicato un volumetto sulle applicazioni di
Internet allo studio della storia antica ove è
possibile trovare indirizzi utili per la ricerca
(Innovazione e tradizione. Le risorse telematiche
e informatiche nello studio della storia antica,
Il Mulino, Bologna 2002).
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