CHIEDILO ALL'ESPERTO

 

 

Prof. Silvia Giorcelli Bersani
Professoressa di Storia Romana ed Epigrafia Latina all'Università di Torino.
Per approfondimenti si rimanda a Ead., Epigrafia e storia di Roma, ed. Carocci, Roma, 2004 (in uscita a settembre)

 

Domanda n. 1

Domanda n. 2

Domanda n. 3

Domanda n. 4

Domanda n. 5

 

MAGGIO 2004
L'EPIGRAFIA ROMANA

(1)
Che cos'è il CIL e com'è strutturato? Quali sono gli altri mezzi simili a disposizione degli epigrafisti?
di Flavia Iulia Pulchra

Il CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum) è la più importante raccolta di iscrizioni in lingua latina e uno strumento di lavoro importantissimo per tutti gli studiosi di storia romana. Fu ideato da Theodor Mommsen (premio Nobel per la letteratura nel 1902) a metà del XIX secolo dopo decenni di progettazione e di tentativi, e fu pubblicato grazie all'impegno dell'Accademia di Berlino (Corpus Inscriptionum latinarum consilio et auctoritate Academiae litterarum regiae Borussicae editum, Berolini 1863). E' composto di numerosi volumi (e ciascuno in più fascicoli e tomi), è redatto in lingua latina: per sua natura è ancora incompleto anche se largamente aggiornato; a tutt'oggi si contano 18 volumi organizzati secondo vari criteri: su base cronologica (vol. I, contenente le iscrizioni repubblicane anteriori alla morte di Cesare, 44 a.C.); su base geografica (voll. II-XIV, strutturati per province, regioni italiche, città); su base tipologica (vol. XV, strumenti domestici, vol. XVI, diplomi militari, vol. XVII, milliari, vol. XVIII, carmi epigrafici).

VOL. I2 Inscriptiones Latinae antiquissimae ad C. Caesaris mortem
VOL II Inscriptiones Hispaniae Latinae
VOL. II2 Inscriptiones Hispaniae Latinae
VOL. III Inscriptiones Asiae, provinciarum Europae Graecarum, Illyrici
Latinae
VOL. IV Inscriptiones parietariae Pompeianae Herculanenses Stabianae
VOL. V Inscriptiones Galliae Cisalpinae Latinae
VOL. VI Inscriptiones urbis Romae Latinae
VOL. VII Inscriptiones Britanniae Latinae
VOL. VIII Inscriptiones Africae Latinae
VOL. IX Inscriptiones Calabriae, Apuliae, Samnii, Sabinorum, Piceni
Latinae
VOL. X Inscriptiones Bruttiorum, Lucaniae, Campaniae, Siciliae,
Sardiniae Latinae
VOL. XI Inscriptiones Aemiliae, Etruriae, Umbriae Latinae
VOL. XII Inscriptiones Galliae Narbonensis Latinae
VOL. XIII Inscriptiones Inscriptiones trium Galliarum et Germaniarum
Latinae
VOL. XIV Inscriptiones Latii veteris latinae
VOL. XV Inscriptiones urbis Romae Latinae. Instrumentum domesticum
VOL. XVI Diplomata militaria
VOL. XVII Miliaria imperii Romani
VOL. XVIII Carmina Latina epigraphica

All'interno dei volumi, ogni iscrizione è identificata con un numero (es. CIL, V 5768 = volume V relativo alla Gallia Cisalpina, iscrizione nr. 5768, che nello specifico corrisponde ad un'epigrafe sacra in onore di Ercole proveniente da Milano) ed è brevemente descritta (classe e forma dell'oggetto, stato di conservazione del testo, località di ritrovamento e/o di conservazione); segue la trascrizione del testo impaginato come nell'originale (in carattere tipografico MAIUSCOLO TONDO con eventuali integrazioni delle lacune in corpo minuscolo corsivo, mentre in MAIUSCOLO CORSIVO appaiono le lettere e le righe che, già note da precedenti trascrizioni, sono poi andate perdute; una serie di sbarrette //// indica che la superficie del testo è danneggiata); dopo il testo si trova la bibliografia e l'apparato critico (cioè tutti gli studi relativi al documento, in ordine cronologico, le varianti di lettura elencate riga per riga, lo scioglimento delle abbreviature). Ogni tomo dispone di un indice, diviso in capitoli (nomina e cognomina ma anche divinità, imperatori, consoli, magistrati, militari, località, collegi e corporazioni, attività, ecc.), strumento fondamentale per il reperimento delle iscrizioni.
A partire dalla seconda metà del XIX secolo compaiono via via altre sillogi di iscrizioni che raccolgono selezioni di testi, fra le quali ricordiamo: F. Bucheler, Carmina latina Epigraphica (abbreviato CLE, Leipzig 1895), H. Dessau, Inscriptiones Latinae Selectae (ILS, Berlino 1892-1916), le Inscriptiones Italiae (Roma 1931, incompleto), E. Diehl, Inscriptiones Latinae Christianae Veteres (ILCV, Berlino, Dublino, Zürigo 1925-1931), A. Degrassi, Inscriptiones Latinae Liberae Rei Publicae (ILLRP, Firenze 1963 e 1965), le Inscriptiones christianae urbis Romae septimo saeculo antiquiores, n.s. (ICVR, Roma 1922 -), le Inscriptiones christianae Italiae (ICI, Bari 1985 -), i Supplementa Italica, ns. (Roma 1981 -).
Oggi si dispone di tecniche di lettura e di interpretazione dei testi più sofisticate di quelle impiegate da Mommsen e dai suoi collaboratori: nelle edizioni critiche si trovano una descrizione molto più ampia del reperto iscritto (la classe e il tipo di manufatto secondo un preciso sistema di classificazione, la materia, lo stato di conservazione, l'apparato figurativo, le misure del manufatto e delle lettere), il luogo di ritrovamento, la storia del reperto (dunque gli spostamenti successivi alla scoperta), il luogo di conservazione, la bibliografia; non manca mai una fotografia chiara e dettagliata, che consente di avere subito un'idea precisa del documento e dello sviluppo del testo; concludono la scheda epigrafica un commento storico-antiquario e la datazione del reperto.
Dal momento che il patrimonio epigrafico è in continua crescita grazie ai nuovi ritrovamenti, è necessario aggiornare sistematicamente il CIL: esistono quindi moltissime raccolte regionali, riviste, rassegne, supplementi che vanno ad integrare i singoli volumi del Corpus. L'aggiornamento costante delle edizioni epigrafiche è il fine specifico del periodico "L'Année épigraphique" (AE o AEp) che si pubblica a Parigi dal 1888; specificamente dedicate alla pubblicazione di documenti epigrafici (inediti, ma anche riedizioni e commenti) sono le seguenti riviste: "Epigraphica", edita dal 1939, "Zeitschrft für Papyrologie und Epigraphik" (ZPE) dal 1967 a Colonia, "Chiron" dal 1971 a München. In rete esistono siti che contengono archivi di testi e di immagini nonché numerosi siti informativi su singoli progetti epigrafici: tra i più importanti ricordiamo l'Epigraphische Datenbank Heidelberg diretto da G.Alföldy e la grande banca dati della J.W. Goethe- Universität di Francoforte, entrambi di non facile intelleggibilità per i non specialisti; più abbordabile è il sito Le iscrizioni latine come fonte per la ricostruzione storica, curato da A. Cristofori; P. Donati Giacomini ha recentemente pubblicato un volumetto sulle applicazioni di Internet allo studio della storia antica ove è possibile trovare indirizzi utili per la ricerca (Innovazione e tradizione. Le risorse telematiche e informatiche nello studio della storia antica, Il Mulino, Bologna 2002).