CHIEDILO ALL'ESPERTO

 

 

Prof. Silvia Giorcelli Bersani
Professoressa di Storia Romana ed Epigrafia Latina all'Università di Torino.
Per approfondimenti si rimanda a Ead., Epigrafia e storia di Roma, ed. Carocci, Roma, 2004 (in uscita a settembre)

 

Domanda n. 1

Domanda n. 2

Domanda n. 3

Domanda n. 4

Domanda n. 5

 

MAGGIO 2004
L'EPIGRAFIA ROMANA

(4)
Quali cambiamenti introdusse Augusto nella produzione epigrafica?
di Pompeianus:

Nessuno. Ad Augusto non si attribuisce alcuna "riforma" epigrafica. Tuttavia, nella prassi scrittoria ci fu una trasformazione nel passaggio tra Repubblica e Impero (sulla quale gli studiosi insistono con maggiore o minore vigore a seconda dei punti di vista), ma tale trasformazione epigrafica fu a mio avviso soprattutto il riflesso dei cambiamenti politici e sociali. Senza voler entrare troppo nel merito, si può dire che tra I secolo a.C. e I secolo d.C. si registra un generale notevole aumento della frequenza d'uso del medium epigrafico, soprattutto delle iscrizioni onorarie (sintomo di un diffuso rinnovato benessere dopo le guerre civili e di una inedita esigenza di apparire attraverso l'esibizione delle carriere, specie di senatori e cavalieri); la diffusione di iscrizioni denuncia l'ascesa dei ceti libertini, del popolo e anche degli strati più bassi della società, tutti coinvolti in misura diversa nel processo di trasformazione sociale avviato da Augusto. Dal punto di vista della qualità estetica, le iscrizioni migliorano decisamente: è frequente l'uso del marmo, il testo appare sempre più spesso inquadrato da una cornice, a volte anche molto elaborata, l'impaginazione diventa più precisa, compaiono nuove tipologie di decorazioni.