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MAGGIO
2004
L'EPIGRAFIA
ROMANA
(4)
Quali cambiamenti introdusse Augusto nella produzione
epigrafica?
di
Pompeianus:
Nessuno. Ad Augusto non si attribuisce alcuna
"riforma" epigrafica. Tuttavia, nella
prassi scrittoria ci fu una trasformazione nel
passaggio tra Repubblica e Impero (sulla quale
gli studiosi insistono con maggiore o minore vigore
a seconda dei punti di vista), ma tale trasformazione
epigrafica fu a mio avviso soprattutto il riflesso
dei cambiamenti politici e sociali. Senza voler
entrare troppo nel merito, si può dire
che tra I secolo a.C. e I secolo d.C. si registra
un generale notevole aumento della frequenza d'uso
del medium epigrafico, soprattutto delle iscrizioni
onorarie (sintomo di un diffuso rinnovato benessere
dopo le guerre civili e di una inedita esigenza
di apparire attraverso l'esibizione delle carriere,
specie di senatori e cavalieri); la diffusione
di iscrizioni denuncia l'ascesa dei ceti libertini,
del popolo e anche degli strati più bassi
della società, tutti coinvolti in misura
diversa nel processo di trasformazione sociale
avviato da Augusto. Dal punto di vista della qualità
estetica, le iscrizioni migliorano decisamente:
è frequente l'uso del marmo, il testo appare
sempre più spesso inquadrato da una cornice,
a volte anche molto elaborata, l'impaginazione
diventa più precisa, compaiono nuove tipologie
di decorazioni.
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