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MAGGIO
2004
L'EPIGRAFIA
ROMANA
(5)
Quali aspetti caratterizzano la cosiddetta "terza
età" dell'epigrafia?
di
Pompeianus
Con questa felice espressione si intende quel
periodo che prende le mosse dal III secolo d.C.
e copre l'intero evo antico prolungandosi in parte
nell'alto Medioevo: in questi secoli tardi i caratteri
dell'epigrafia sono diversi perché profondamente
diversa è la società che si esprime
attraverso il medium epigrafico. Nei nuovi ceti
dirigenti si affievolisce l'interesse per la politica
civica, cambia il peso dell'imperatore nella società,
nascono altri interlocutori politici che hanno
diversi strumenti di comunicazione; le città
si contraggono, cambiano le logiche e i luoghi
di aggregazione: si esaurisce in sostanza quella
civiltà che l'epigrafia aveva pienamente
illustrato nei primi secoli dell'impero. Nello
specifico, a partire dal III secolo d.C. si trasformano
i formulari e l'onomastica, la consuetudine con
la scrittura attuaria e con la minuscola portano
ad una disaffezione crescente per il carattere
epigrafico monumentale (che diventa, si può
dire, meno elegante), si diffonde il fenomeno
del reimpiego a causa della difficoltà
di approvvigionamento di marmo e pietra; soprattutto
nasce l'epigrafia cristiana che ha finalità
e caratteri propri e che è destinata a
sostituire progressivamente l'epigrafia pagana.
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