CHIEDILO ALL'ESPERTO

 

 

Prof. Silvia Giorcelli Bersani
Professoressa di Storia Romana ed Epigrafia Latina all'Università di Torino.
Per approfondimenti si rimanda a Ead., Epigrafia e storia di Roma, ed. Carocci, Roma, 2004 (in uscita a settembre)

 

Domanda n. 1

Domanda n. 2

Domanda n. 3

Domanda n. 4

Domanda n. 5

 

MAGGIO 2004
L'EPIGRAFIA ROMANA

(5)
Quali aspetti caratterizzano la cosiddetta "terza età" dell'epigrafia?
di Pompeianus

Con questa felice espressione si intende quel periodo che prende le mosse dal III secolo d.C. e copre l'intero evo antico prolungandosi in parte nell'alto Medioevo: in questi secoli tardi i caratteri dell'epigrafia sono diversi perché profondamente diversa è la società che si esprime attraverso il medium epigrafico. Nei nuovi ceti dirigenti si affievolisce l'interesse per la politica civica, cambia il peso dell'imperatore nella società, nascono altri interlocutori politici che hanno diversi strumenti di comunicazione; le città si contraggono, cambiano le logiche e i luoghi di aggregazione: si esaurisce in sostanza quella civiltà che l'epigrafia aveva pienamente illustrato nei primi secoli dell'impero. Nello specifico, a partire dal III secolo d.C. si trasformano i formulari e l'onomastica, la consuetudine con la scrittura attuaria e con la minuscola portano ad una disaffezione crescente per il carattere epigrafico monumentale (che diventa, si può dire, meno elegante), si diffonde il fenomeno del reimpiego a causa della difficoltà di approvvigionamento di marmo e pietra; soprattutto nasce l'epigrafia cristiana che ha finalità e caratteri propri e che è destinata a sostituire progressivamente l'epigrafia pagana.