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AGOSTO
2003
EVOLUZIONE
DEL LATINO CLASSICO IN LATINO LOCALE NELL'ALTO
MEDIOEVO IN EUROPA
(2)
Quali documenti ci permettono di vedere e ricostruire
l'evoluzione della lingua latina da classica a
locale?
di Manius Constantinus Serapio
Numerose
sono le fonti che testimoniano un uso particolare
e locale della lingua latina medievale. Citerò
le fonti che ritengo più importanti, soffermandomi
sulle fonti letterarie che ritengo di maggiore
interesse.
- Fonti
Narrative, ovvero testimonianze scritte
che si riferiscono a determinati eventi storici
trasmessi in forma espositiva, con l'intenzione
di conservare la memoria di dati avvenimenti
(di queste fonti fanno parte gli Annali, ad
esempio gli Annales Regni Francorum;
le Storie, ad esempio la Historia Francorum
e la Historia Langobardorum; le Biografie
come la Vita Caroli Magni di Eginardo).
- Fonti
Documentarie, documenti di natura giuridica
che sono stati prodotti per istituire o testimoniare
diritti giuridici di enti o persone. In larga
parte essi riguardano le proprietà di
beni, le esenzioni e i privilegi.
- Fonti
legislative e normative, in queste rientrano
le grandi raccolte di leggi promulgate da sovrani
medievali, ad esempio il Corpus iuris Iustiniani
di Giustiniano del 528 , ovvero la monumentale
sintesi del diritto romano. Vi sono poi anche
legislazioni barbariche come l'Editto di
Rotari, gli statuti, i testi dispositivi
(come i capitolari dei regni carolingi, ad esempio
il Capitolare de Villis sul funzionamento
delle aziende curtensi che appartengono al fisco
regio) e infine i testi di carattere ecclesiastico.
- Fonti
giudiziarie, amministrative e fiscali che
riguardano il funzionamento di organismi statali
e l'esercizio delle giurisdizioni signorili
ed ecclesiastiche (ad esempio le delibere dei
tribunali, i mandati dei sovrani, i catasti
etc).
- Fonti
per corrispondenza a carattere privato o
ufficiale come le lettere scritte da Gregorio
Magno, che ci forniscono notizie fondamentali
sul VI secolo, epoca di cui abbiamo scarse informazioni.
Un esempio di grande interesse e che meglio
fa comprendere quanto lentamente si stia verificando
il passaggio dal latino classico a quello medievale
è la prefazione che lo stesso Gregorio
Magno scrive per la sua opera "Moralia
in Job" (Corpus Christianorum SL 143).
In questa epistola, indirizzata all'amico Leandro,
metropolita di Siviglia dal 579 al 584, Gregorio
scrive: "
In qua quicquid tua sanctitas
tepidum incultumque reppererit, tanto mihi celerrime
indulgeat, quanto hoc me aegrum dicere non ignorat
Interque
haec dum sollicitus penso, quia scriptura teste:
Omnis filius, qui a Deo recipitur, flagellatur,
quo malis praesentibus durius deprimor,
eo de aeterna certius praesumptione respiro
"
ovvero "In questa esposizione, qualsiasi
cosa vostra santità abbia trovato di
scorretto, tanto più velocemente sia
benevolo con me, in quanto è ben informato
della mia malattia
Intanto mentre intensamente
penso, perché me lo attesta la Sacra
Scrittura: Ogni figlio che è accolto
da Dio è flagellato, quanto più
duramente sono colpito dai mali presenti, con
tanta più certezza vivo nella convinzione
della vita eterna". Anche in queste poche
righe si notano subito evidenti differenze con
il latino classico come l'utilizzo di termini
inesistenti ("aegrum", "penso"),
l'uso di costruzioni sintattiche totalmente
nuove ("dicere non ignorat"), e soprattutto
inserzioni bibliche come quella riportata in
corsivo che è stata ripresa da Hebr.
12.6.
- Fonti
agiografiche:
le fonti che riguardano la vita dei Santi. Esse
si collocano a metà tra testimonianze
storiche e leggenda.
- Fonti
liturgiche, sono una raccolta di lettere
e preghiere legate a determinati culti rituali,
ad esempio legionari (cioè le raccolte
dei passi biblici o evangelici da leggere durante
le missae) o sacramentari, ovvero le raccolte
di sacramenti.
- Fonti
letterarie, riguardano tutta la produzione
letteraria medievale, poemi, romanzi e novelle.
Il Medioevo ha avuto una serie di autori che
testimoniano la vivacità dell'attività
letteraria come Boezio, nobile senatore romano
consigliere di Teodorico; Cassiodoro, autore
delle Variae e dell'Historia gothica;
Isidoro di Siviglia, autore dell'importante
opera enciclopedica Etimologiae; Beda
il Venerabile, autore inglese di un'opera ecclesiastica
sul mondo britannico. Questi grandi dotti costituiscono
un ponte tra il mondo classico e quello medievale
in quanto raccolgono e riassumono quanto più
possibile della tradizione antica.
Possiamo
poi considerare l'epigrafe stessa una testimonianza
del Latino Medievale, anche se questa fonte materiale
riveste a mio parere una importanza minore: queste
venivano generalmente poste su sepolture o monumenti
pubblici al fine di conservare la committenza
del monumento o la sua progettazione, proprio
come accadeva in età classica.
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