|
|
|
LUGLIO
2003
LE
RAGIONI PIU' SIGNIFICATIVE CHE HANNO PORTATO ALLA
FINE DELLA REPUBBLICA ROMANA ED ALLA NASCITA DEL
PRINCIPATO, NELL'AMBITO DI QUELLO CHE E' STATO
UN SECOLO DI CAMBIAMENTI FORMIDABILI.
(2)
Può
essere considerato motivo della caduta della repubblica,
tra gli altri, l'eccessiva brevità delle
magistrature a Roma?. Conservare l'incarico solo
per un anno fa sì che non si abbia tempo
necessario per entrare a contatto e poter risolvere
i problemi dell'Urbs. Può dunque la mancanza
di continuità di azione di un magistrato
aver determinato in parte la caduta della res
publica?
di Livia Iulia Drusilla
L'accesso
ai ranghi del Senato di Roma, come noto, era stabilito
per censo fondiario ed i suoi membri lo erano
a vita. Questo, ai nostri occhi, costituisce un
enorme squilibrio con le altre cariche magistrali
che avevano durata annuale, fatta eccezione per
i Censori, i quali duravano in carica diciotto
mesi, o della Dittatura che poteva essere assunta
in casi eccezionali e solo per sei mesi .
La originaria gestione della Res Pubblica, fu
concepita per una dimensione molto più
modesta, di quella raggiunta dalla Roma della
fine del I sec. a.C.. Pur con tutti gli aggiustamenti
che nei secoli intervennero, l'organizzazione
di governo risentì sempre dell'impianto
originario. La durata delle cariche magistrali
fu una caratteristica di quel disegno primigenio
che non fu mai modificata. Fu sempre prevalente,
infatti, il timore della possibile restaurazione
monarchica da parte dei magistrati troppo a lunga
in carica, rispetto al possibile disagio circa
la efficacia dell'operato del magistrato procurato
dalla brevità della carica stessa.
Di fatto, però, il sistema, a parte qualche
rarissima eccezione, non è mai stato modificato,
e ciò indica la sua validità per
la società della Roma del periodo repubblicano.
I magistrati eletti operavano quale rappresentanti
di un movimento in base ad un prestabilito programma
che era di massima rispettato. Quindi, pur nella
brevità della espressione operativa, il
lavoro politico era incanalato in un percorso
relativamente stabilito. Naturalmente in termini
generali. Questo sistema, limitato ai nostri occhi,
presentava tuttavia i suoi vantaggi che insistevano
proprio nella brevità della carica: era
necessario essere molto efficaci nello scarso
tempo dell'incarico. I problemi, in fondo erano
noti ed i programmi, illustrati nel corso della
tornata elettorale, prevedevano poche e concrete
attività. Il contatto con la realtà
dell'Urbs e con la sua situazione sociale era
ampiamente nota a tutti i cives ciascuno dei quali,
almeno prima della fine del II secolo, era un
potenziale candidato. Il ricambio così
frequente, poi, poneva tutti in condizione di
poter agire nei ranghi della magistratura, perché
la eleggibilità, per il singolo, durava
nel tempo ed un anno passava presto così
da consentirgli l'opportunità di molteplici
candidature. C'è da ricordare che l'eletto
non percepiva alcun compenso né aveva riconosciute
provvidenze di sorta. Spesso, anzi, i magistrati
come gli Ediles sborsavano somme enormi per la
organizzazione degli spettacoli; i tribuni della
plebe, addirittura, rischiavano in prima persona,
anche fisicamente.
L'importanza e l'efficacia di queste cariche,
ancor più della loro durata, rispecchiarono
i diversi momenti storici ed assunsero valori
molto diversi arrivando talvolta a svuotarsi di
significato.
E' mia opinione, quindi, che la brevità
delle cariche magistrali non possa essere annoverata
tra le concause che portarono al disfacimento
del sistema repubblicano. Fu il sistema di governo
repubblicano nella sua interezza a mostrare i
propri limiti rispetto alle rinnovate esigenze
di Roma assurta, oramai, a potenza mondiale.
|