|
|
|
DICEMBRE
2003
IL
CRISTIANESIMO NELL'IMPERO ROMANO E FRA LE GENTI
BARBARICHE NEI SECOLI III-VII (FINO A GREGORIO
MAGNO)
(4)
Sino al periodo di Costantino il potere religioso
era uno degli strumenti a
disposizione dell'Imperatore per l'esercizio delle
sue funzioni. Dall'Editto
di Nicomedia (311) la Religione Cristiana si configura
invece come un altro,
e ben diverso, potere e, certamente, un potere
non più nelle mani
dell'Imperatore. Nell'ottobre del 312 (attacco
a Massenzio) Costantino
volle, o permise, che i soldati usassero il monogramma
di Cristo sui labari.
La domanda è quindi: è possibile
affermare che la Chiesa Cattolica abbia
colto l'eredità e quindi rappresenti la
"continuazione" dell'Impero Romano?
La caratteristica di Universalità dell'Impero
si è trasformata nella
cattolicità (=universalità) della
Chiesa di Roma.
Non
direi che con Costantino la religione cristiana
diventasse "un potere non più nelle
mani dell'Impero": pensi all'attenzione con
cui Costantino seguì la vita interna della
Chiesa, fino a convocare e "guidare"
il Concilio di Nicea del 325! E pensi che, da
allora e per molto tempo, le formulazioni dogmatiche
stabilite nei Concilii erano le uniche accettate
e riconosciute dal governo imperiale, e gli "eretici"
erano perseguiti legalmente!
Ma se la prima parte della sua domanda non mi
sembra ben posta, la seconda parte è senz'altro
pertinente, nel senso che è veramente "possibile
affermare che la Chiesa cattolica ... rappresenti
la "continuazione" dell'Impero Romano".
Pensi all'importanza anche politica dei vescovi
nel IV-V secolo e anche dopo (e alle loro personalità:
uomini come Ambrogio di Milano, Gregorio di Tours,
etc. etc.). Giusto anche dire che l'universalità
dell'Impero si è trasformata nella cattolicità
della Chiesa di Roma. Per citare - in modo semplificato
- un concetto più volte formulato da un
grande storico del Medioevo come Giovanni Tabacco,
il regno dei Franchi, che dal secolo VIII è
il motore di un nuovo ordine europeo, è
frutto della sintesi fra la tradizione militare
germanica e la tradizione culturale e organizzativa
di Roma, impersonata dalla Chiesa e dai suoi grandi
dignitari.
Le consiglio di leggere la prima parte di G. Tabacco
-G. G. Merlo, Il Medioevo, Il Mulino, 1980 e edd.
successive.
|