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AGOSTO
2004
AUGUSTUS
(3)
Perchè Augusto non abbandonò il
potere, dopo aver salvato la Repubblica? Perchè
scelse un successore, dando il colpo di grazia
alla Repubblica?
Alla
morte di Augusto nel 14 d.C., ben pochi Romani
avevano vissuto al tempo della Repubblica. La
sua fine era attestata dalla concentrazione del
potere in un solo uomo, il che era contro la sua
stessa natura. Eppure, appare difficile al mondo
d'oggi giudicare perche' tale sistema non potesse
piu' funzionare. Non appartiene agli argomenti
da trattare in questa sede, ma molti furono gli
espedienti che nei secoli i Romani attuarono per
salvare la repubblica, spesso senza successo.
Quando Silla condusse l'esercito alle porte di
Roma, non ottenne grande successo, ma fu poi accettato
dal popolo quando intraprese alcune azioni di
violenza sulla citta' e sui cittadini. Egli prese
poi a modificare lo stato romano, una volta divenuto
Dictator mediante la lex Valeria, e cerco' di
renderlo migliore, almeno dal suo punto di vista.
Una volta esauritosi il suo compito, si dimise
da tutte le cariche e si ritiro' a vita privata.
Aveva creato un sistema basato sulla supremazia
della classe senatoriale, a sua volta composta
da persone di suo gradimento. D'altra parte la
perdita di potere delle assemblee popolari determino'
l'insorgenza di una voragine nell'amministrazione
della cosa pubblica. I suoi fedeli, legati a doppio
filo esclusivamente con la sua persona, una volta
che questi si fu ritirato non poterono piu' reggere
le sorti della Repubblica, ed il sitema crollo'
nel giro di pochi anni. Inoltre le sue cure avevano
causato a Roma altre ferite che i successivi uomini
di governo avrebbero dovuto a loro volta affrontrare.
Augusto
stesso si accorse delle deficienze del sistema
creato da Silla, e che tale sistema avrebbe potuto
funzionare solo con la presenza di questo stesso
all'apice del governo. Augusto ritenne invece
opportuno dare maggior seguito al nuovo stato
romano da lui stesso creato, e si lego' al potere
per tutta la sua lunga vita: fini' col ritenersi
assolutamente necessario e indispensabile per
la
sopravvivenza di Roma. Sebbene con lo scopo di
calmare il popolo, Augusto giuro' di ritirarsi
a vita privata dopo aver restaurato la Repubblica.
In realta' penso' di adattare questa alle sue
esigenze ed al suo nuovo Stato. Intanto non lascio'
le posizioni apicali del governo, e fece in modo
che lo stesso Senato e popolo di Roma gli chiedessero
di continuare a esercitare il suo potere: gli
furono conferite numerose onoreficenze e poteri
addizionali; le istituzioni repubblicane continuarono
si' ad esistere, ma solo di facciata, dal momento
che lo Stato fu trasformato in un'oligarchia.
Con le sue riforme ed il potere cosi' accumulato,
Augusto pose le basi e dette vita ad una monarchia
imperiale a Roma, ma non fu il responsabile della
fine della repubblica, che anzi continuo' ad esistere
con il Cursus Honorum e le vecchie cariche, le
quali pero' iniziarono a svuotarsi di importanza.
Egli in realta' porto' all'Urbe qualcosa che mancava
da molti decenni ormai, la pace, bene sconosciuto
alla maggior parte dei cittadini dell'epoca: nessuno
era nato prima delle numerose guerre dell'ultimo
secolo, e nessuno aveva mai conosciuto un periodo
prolungato di pace e benessere.
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