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Ingegneria e architettura a Roma

Da una guida ai monumenti di Roma del IV secolo d.C. (età di Costantino), intitolata Curiusum urbis Romae, si conosce il numero delle terme della città in tale periodo (11), dei bagni (965) e delle fontane pubbliche (1352). Tale munificenza ebbe fine quando, durante l'assedio dei Visigoti nel 537 d.C., furono chiusi tutti gli sbocchi degli acquedotti in città per impedire che i nemici li sfruttassero come vie di penetrazione nella cinta difensiva.

 

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I materiali usati per la costruzione delle antiche vie romane (quelle grandi pietre levigate dette basolato romano) o i cosiddetti sanpietrini che pavimentano le strade del centro, sono di origine vulcanica e costituiti da leucite. Questo materiale veniva preso dalle cave situate presso l'Appia antica (all'altezza del G.R.A.) dove arriva il fronte lavico, ancora visibile, della colata del cratere di Capo Bove, presso Albano, avvenuta circa 260000 anni fa.

 

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La Roma imperiale era servita da ben 13 sistemi diversi di acquedotti che portavano in città acqua dalle zone circostanti. Il più antico acquedotto è quello dell' acqua Claudia costruito nel 312 a.C. che proveniva dalle sorgenti che si trovavano presso le cave della Rustica. Otto dei 13 acquedotti giungevano a Roma nella località detta spes vetus nei pressi di Porta Maggiore.

 

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Le mura Aureliane furono la seconda cinta difensiva della città costruita tra il 271 e il 276 d.C. dall'imperatore Aureliano, e si aggiunse a quella più interna risalente al tempo dei re costituita dalle mura Serviane. Le mura, che sono in buono stato di conservazione, sono lunghe 19 km, alte circa 6 metri e 3,5 di spessore; nel V secolo avevano 385 torri e 14 porte, oggi salite a 18.

 

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Dalle porte della cinta delle mura Aureliane partono, e partivano, le vie consolari: da quella che oggi si chiama Porta S.Pancrazio la via Aurelia che conduceva ad Arelate (Arles in Francia); da Porta del Popolo la Flaminia ; poi la Nomentana che raggiungeva Mentana, la Salaria fino al porto di Ascoli, le vie Casilina e Prenestina (che conduceva a Praeneste oggi Palestrina) da Porta Maggiore, la Collatina fino a Collatia (nei pressi di Lunghezza), la Labicana a Labici (l'antica Montecompatri), la Tuscolana a Tusculum, la via Appia che arrivava a Brindisi dalla porta omonima (oggi Porta S.Sebastiano) e che riprendeva in se le vie Ardeatina (che conduceva ad Ardea), la via Latina e l'Asinara; la via Ostiense (che conduce a Ostia) da Porta S.Paolo, la Portuense (che conduceva al porto di Fiumicino) da Porta Portese, la Tiburtina (che conduceva a Tibur, l'attuale Tivoli) da Porta S.Lorenzo.

 

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L'anfiteatro Flavio o Colosseo conteneva circa 50000 persone, era alto 57 metri e aveva un'arena di 76 x 56; esternamente l'ellisse misura 188 metri per l'asse maggiore e 156 per quello minore. Come il più moderno degli stadi poteva essere coperto con un velarium issato e tenuto in tensione grazie ad un complesso di argani, carrucole e 180 funi che facendo perno su dei merli collocati nella parte più alta del monumento, venivano fissati a dei cippi di travertino situati all'esterno (se ne vedono soltanto 5).

 

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Ø La colonna di Marco Aurelio, di ordine dorico, è la più alta di quelle esistenti a Roma perché supera i 42 metri d'altezza; era stata innalzata tra il 176 e il 193 d.C.

 

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Ø Le misure del Circo Massimo erano esattamente di 125 passi di lunghezza mentre la pista delle corse era di 240 piedi (le misure corrispondono a 16 pollici per un piede e cinque piedi per un passo). Secondo degli studiosi lo stadio poteva contenere 400000 persone.

 

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Ø La colonna Traiana, alta ben 39,83 metri, riporta esternamente un lungo bassorilievo a spirale riportante le gesta dell'imperatore in Dacia tra il 101 e il 106 d.C.; la rappresentazione è lunga 200 metri. Nel bassorilievo la figura dell'imperatore è riportata ben 60 volte.

 

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Ø Uno dei più colossali edifici romani fu il tempio di Serapide edificato da Caracalla su di un'area di circa 13000 mq tra la sede dell'attuale Università Gregoriana e i giardini di Palazzo Colonna dove si può ancora vedere un colossale frammento del peso di 100 tonnellate, il più grande avanzo marmoreo esistente in Roma (il frammento è una trabeazione che era sorretta da colonne alte 21 m con un diametro di 2 m).

 

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Ø La colonna Traiana fu sistemata dall'imperatore Traiano nel suo foro a ricordo delle gloriose guerre da lui condotte e vinte. Traiano volle però anche ricordare l'altezza di parte del Quirinale da lui fatto abbattere per permettere la costruzione del foro e cioè esattamente quella della colonna. Inaugurata nel 113 d.C. e costruita da Apollodoro di Damasco, accolse le ceneri dell'imperatore, che poté essere quindi sepolto all'interno dell'Urbe, secondo un'usanza antichissima che ne concedeva la possibilità solo a coloro che avevano celebrato un trionfo. È possibile tra l'altro accedere alla sommità della colonna tramite una scala a chiocciola ricavata internamente che dalla stanzetta posta nel basamento si inerpica fino alla cima.

 

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Ø Nel 28 a.c. Augusto si fece costruire una grande tomba circolare nella parte Nord di Campo Marzio che misurava 88 metri di diametro e 44 d'altezza, ed era sormontata dalla statua dell'imperatore. Il mausoleo di Augusto, ancora in parte visibile, era formato da cinque muri concentrici ed un giardino nella sua parte superiore. Nella parte antistante si erigevano due obelischi trasportati nei secoli seguenti in piazza dell'Esquilino e in piazza del Quirinale. Nel mausoleo vi furono sepolti anche Ottavia e Livia (sorella e moglie di Augusto), Tiberio e Agrippina.

 

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Ø Il più "moderno" monumento del Foro Romano è la colonna di Foca, eretta nel 608 d.C. dal papa Bonifacio IV, per ringraziarlo di aver donato alla Chiesa il Pantheon. Il più antico è invece il Lapis Niger, una pietra nera adorata in antichità perché ritenuta la tomba di Romolo.

 

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Ø Nel Foro Romano, presso il tempio del divo Romolo, dedicato da Massenzio nel 307 d.C. al figlio, è possibile ammirare ancora la serratura del portone che dà sulla Sacra Via , funzionante dopo quasi mille settecento anni.

 

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Ø All'interno della porta di San Sebastiano c'è l'arco di Druso, costruito per sostenere il condotto dell'acqua Antoniniana diretto alle terme di Caracalla. Già al tempo di Domiziano (81-96 d.C.), che era un imperatore tirannico ed ambizioso e che riempi' Roma di archi di trionfo per testimoniare la sua grandezza, fu trovata la scritta in latino arci 'ovvero 'basta!'.

 

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Ø Nell'antica Roma c'erano ben nove circhi: il più bello e grande era il Circo Massimo; aveva delle dimensioni di 600 x 200 metri e ospitava corse di carri cui potevano assistere fino a 250000 spettatori. Nella spina (la parte centrale attorno alla quale giravano le bighe e le quadrighe) furono innalzati i due obelischi che oggi sono in piazza del Popolo e a San Giovanni. Gli altri circhi erano il Circo Flaminio nell'area di Via Cairoli, il Circo di Porta Collina presso il rione Sallustio, il Circo Agonale di Piazza Navona, il Circo di Gaio e Nerone in Vaticano (presso l'attuale sagrestia di S.Pietro), il Circo anch'esso attribuito a Nerone alle spalle di Castel S.Angelo, il circo Variano nella zona di S.Croce in Gerusalemme, il Circo di Flora sul colle Quirinale e il Circo di Caracalla sulla Via Appia vicino la chiesa di S.Sebastiano, quest'ultimo ancora in parte visibile.

 

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Ø La caratteristica del Pantheon è quella di avere un'altezza di 43,3 metri pari a quella del diametro della cupola. Fu costruito come tempio per il culto di tutti gli dei da Marco Agrippa nel 25 a.C. e poi trasformato in chiesa cristiana nel 609. Ma è possibile che dal foro circolare situato nel centro della cupola non entri l'acqua quando piove? Si, perché la forma della cupola fa in modo che si formi come una gigantesca bolla d'aria che impedisce alle gocce di entrare nel tempio (...a patto che la pioggia sia in misura contenuta).

 

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Ø Il primo ponte ad essere costruito a Roma (ovviamente in legno) fu il Ponte Sublicio, risalente al tempo del re Anco Marzio. Da allora il compito di soprintendere alla costruzione e alla manutenzione dei ponti fu ritenuto un compito sacro e per tanto affidato ad una casta sacerdotale: quella dei pontefici. Il nuovo ponte, con lo stesso nome, si trova più a valle di quello antico.

 

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Ø Oltre il conosciutissimo Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, a Roma era presente un altro anfiteatro, il Castrense, costruito tra il 218 e il 222 d.C.. Era di modeste dimensioni (89 x 78 metri) ed era a disposizione della corte imperiale; venne inglobato più tardi nelle mura Aureliane.

 

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Ø Costruito nel 62 a.C. a due arcate, il ponte Fabricio è l'unico romano interamente conservato dall'antichità.

 

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Ø L'antico porto di Traiano è ancora oggi visibile anche se oramai ridotto ad un lago essendo il canale che lo collegava al mare, stato interrato dal lento accumulo di detriti trasportati dal Tevere. Ha una perfetta forma ottagonale perché in questo modo le onde entranti dal mare, per un perfetto gioco di riflessione sulle sponde, rendevano il bacino sempre calmo.

 

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Ø L'antica Via Appia, la regina viarium, cominciava il suo percorso dalla Porta Capena delle mura Serviane, sul luogo dove sorge oggi l'omonima piazza. Fu costruita a partire dal 312 a.C. dal console Appio Claudio. Il suo percorso prosegue verso le mura Aureliane passando per Porta S.Sebastiano per concludere poco dopo il suo primo miglio (circa 1,4 Km) segnalato oggi da una colonna miliare copia di quella posta sulla balaustra del Campidoglio.

 

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Ø Tra il IV e il V miglio dell'Appia antica abbiamo, oltre alle innumerevoli sparse qua a là, sul lato destro una serie ininterrotta di 12 tombe, nell'ordine: di Papa Sant'Urbano (II sec.), di Caio Licinio, una tomba dorica del periodo di Silla, di Ilario Fusco (età antoniniana), di Tiberio Claudio Secondino, una tomba sconosciuta, quella di Quinto Apuleio, un sepolcro a forma di tempio, quella di Rabiri (I sec. d.C.), un sepolcro a torre, la tomba cosiddetta dei "festoni" e una ricostruita a forma di tabernacolo. Chiude la serie una via trasversale.

 

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Ø Situato in corrispondenza dell'incrocio di via delle Sette Chiese, il sepolcreto della via Ostiense occupa la corsia centrale della strada alberata come un singolare spartitraffico protetto da una grande tettoia. Il sepolcreto si estende per circa m. 350 e deve gran parte della sua celebrità alla presenza della tomba dell'apostolo Paolo.
Utilizzato tra il II sec. a.C. e il IV sec. d.C. si sviluppò su tre ripiani principali come indicano le tombe più antiche situate nella zona settentrionale. Un'altra tomba di particolare importanza, di epoca imperiale, si presenta come un tipico colombario.

 

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Ø Il centro simbolico dell'antica Roma era segnato nel Foro romano dallo Umbelicus Urbi ovvero dall'ombelico della città ed ancora visibile oggi sotto forma di un nucleo circolare di mattoni.

 

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Ø Laddove oggigiorno possiamo ammirare la michelangiolesca Piazza del Campidoglio sorgeva il tempio di Giove, Giunone e Minerva, costruito in età monarchica dai Tarquini. Resti del tempio sono visibili all'interno dei Musei Capitolini.

 

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Ø Li dove corre Via dei Fori imperiali, a partire dalla basilica di Massenzio fino al colle Esquilino, sorgeva la collina della Velia , spianata nel 1931 per far posto alla grande arteria che unisce il Colosseo con Piazza Venezia. Inizialmente la via prese il nome di via dell'Impero, con chiara propaganda fascista; Mussolini fece anche affiggere cinque tavole marmoree rappresentanti le prime quattro l'espansione dell'impero romano, e la quinta (poi tolta) che comprendeva anche l'Etiopia, conquistata dal duce appunto.

 

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Ø Nei pressi del Colosseo si ergeva una gigantesca statua di bronzo di 35 metri d'altezza raffigurante Nerone; possiamo immaginarla alta quanto il campanile di S.Francesca Romana visibile nelle vicinanze. È da questa imponente statua, che adornava i giardini della villa dell'imperatore, che prende nome il Colosseo. Con la
costruzione di via dei fori imperiali è andato distrutto anche il basamento, ultimo resto del Colosso; un aiuola ne ricorda il perimetro.

 

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Ø In un'area compresa tra Piazza della Repubblica, via XX Settembre, via Volturno e piazza dei 500, si estendevano le terme di Diocleziano (per questo prende cosi' nome la vicina stazione Termini).I resti delle terme sono visibili in parte esternamente ed in parte all'interno della chiesa di S.Bernardo, di quella di S.Maria degli Angeli e del Museo nazionale romano.

 

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Ø La Domus Aurea, gigantesca casa di Nerone, di cui vediamo i resti sul colle Oppio, occupava un'area che partiva dal Palatino e raggiungeva San Pietro in Vincoli, Via delle sette sale, il colle Celio e il tempio di Claudio. Per rendersi conto della grandezza della Domus Aurea si tenga conto che il Colosseo fu costruito sul bacino
prosciugato del laghetto ornamentale dei giardini della villa.

 

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Ø Nel Foro Romano dove c'è' oggi la Curia, hanno preso posto nei secoli varie costruzioni: Giulio Cesare vi costruì' la Curia Julia, Diocleziano la sua Curia, nel XII secolo vi si costruì' la chiesa di Sant'Adriano e in ultimo Mussolini volle ricreare la primitiva Curia nel 1937.

 

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Ø Sono pochi i resti della prima cinta di mura della città risalente ai tempi della monarchia; alcune rovine delle mura Serviane si trovano in Piazza dei Cinquecento (l'antica porta Viminalis) e sotto l'antistante Stazione Termini; i resti della porta Sanqualis si trovano invece in piazza Magnapoli all'interno del portone del numero
civico 158; i ruderi della porta Quirinalis sono stati individuati tra un palazzo di Via delle Quattro fontane e il palazzo Barberini; in via Salandra c'è l'arco di Gallieno (ovvero l'antica Porta Esquilina); in piazza Albania i resti dell'arco di Dolabella (forse la Porta Celimontana) e ai SS. Quattro Coronati quella che forse era la porta Quequetulana.

 

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Ø Nel 1553 sotto le fondamenta di due case in vicolo dei Leutari, fu trovata una statua raffigurante Pompeo; in quella zona infatti esisteva il famoso teatro di Pompeo e la sua Curia sotto il cui portico cadde pugnalato Caio Giulio Cesare alle idi di Marzo del 44 a.C. ai piedi appunto della suddetta statua (conservata oggi a Palazzo Spada). Il teatro di Pompeo poteva contenere 18000 persone ed aveva dietro le scene un piazzale lastricato di 180 x 135 metri circondato dal portico dalle Cento Colonne dal nome Hecatostylum (da via Chiavari raggiungeva Largo Argentina); la cavea invece era di circa 150 metri di diametro e il suo andamento semicircolare corrisponde a quello dell'odierna via di Grottapinta. Fu il primo di Roma ad essere costruito in muratura costruito tra il 61 e il 65 a.C. e con la Curia si aggirò l'ostacolo di ordine morale che impediva la sua edificazione.

 

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Ø La cosiddetta Meta Sudans era una fontana che aveva questo nome perché la palla che sormontava il cono che la costituiva aveva tutta una serie di fori da cui sembrava che l'acqua trasudasse fuori. Sembra che alla Meta Sudans, costruita da Tito, si andassero a lavare le ferite i gladiatori superstiti dai combattimenti nel vicino
Colosseo: infatti si trovava nei pressi dell'arco di Costantino dove si può ancora vedere la linea perimetrale.

 

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Ø Sul Palatino, sul versante che si affaccia sul Circo Massimo, sorse una scuola per gli schiavi della corte imperiale, detta Paedagogium, su cui si possono ancora vedere dei graffiti lasciati dagli allievi (in particolare quello inerente un uomo crocifisso con la testa d'asino).

 

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Ø Le terme di Costantino si estendevano da Villa Aldombrandini alla piazza del Quirinale: dalle rovine furono prelevate il gruppo dei Dioscuri nella citata piazza, le statue di Costantino e Costanzo della balaustra di piazza del Campidoglio e la statua di Costantino nel pronao della basilica di S.Giovanni.

 

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Ø Quello che si può ancora vedere sul Tevere all'altezza dell'isola Tiberina e normalmente conosciuto come ponte rotto è quello che resta del vecchio ponte Emilio costruito per l'appunto dal censore Marco Emilio Lepido da cui prese il nome, e che venne distrutto dalla più grande inondazione del Tevere nel Natale del 1598. Il ponte era attraversato dalla Via Aurelia.

 

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Ø A poche decine di metri dal Colosseo, e unito ad esso tramite un passaggio sotterraneo, troviamo i resti del Ludus Magnus, la più grande caserma per l'addestramento dei gladiatori.

 

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Ø In Via di pietra, traversa del Corso, si trovano i resti di quello che veniva considerato il tempio di Nettuno ma che in effetti è ciò che rimane del tempio di Adriano, dedicatogli nel 145 d.C. e che sorgeva al centro di una grande piazza porticata.

 

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Ø In un'ala di Palazzo Barberini è stato recentemente scoperta la dislocazione del tempio di Quirino, antica divinità legata alla nascita di Roma; su di un basamento di 100 per 80 metri si stagliava il tempio con otto colonne frontali e una doppia fila di 15 colonne laterali (cosi' come disegnato su di una lastra marmorea custodita al museo delle Terme). Viene cosi' spiegato il motivo per cui il grandioso Palazzo Barberini non venne allineato rispetto ai due rettifili tra loro perpendicolari adiacenti alla costruzione.

 

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Ø Sul luogo della porta Esquilina delle mura Serviane fu eretto un arco a tre fornici, di cui oggi rimane solo l'arcata centrale, dedicato a Galliano, imperatore dal 253 al 268 d.C., e alla moglie Salonina nel 262 d.C..

 

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Ø Il Castro Pretorio, occupato oggi da una caserma cosi' come lo era in origine: era stato costruito da Tiberio nel 23 d.C. su di un recinto di 400 x 380 metri per farne il centro di stazionamento dei pretoriani.

 

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Ø Quello che oggi si presenta come il castello di Sant'Angelo era originariamente un monumento funebre, eretto da Adriano per sé e per i suoi eredi. Il basamento originario era di 88 metri di lato e misurava 21 metri alla sommità. Vi furono sepolti Settimio Severo, Caracalla e gli Antonini (Antonino Pio e Marco Aurelio).


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